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Calvizzano
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mwhaCalvizzano è un mwhqcomune italiano di mwhg12 895 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiwcittà metropolitana di Napoli in mwjaCampania.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Economia
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Calvizzano sorge nella fertile piana a sud dei mwkaRegi Lagni, nel cuore della mwkqpianura campana, in una zona altamente urbanizzata. Il comune è situato nella mwkgZona Nord della città metropolitana di Napoli e nell'agglomerato l'mwkwagro giuglianese, insieme ai comuni di mwlaMarano, mwlqMugnano, mwlgVillaricca, mwlwQualiano e mwmaGiugliano in Campania.
Origini del nome
Secondo lo storico locale Raffaele Galierocite-ref-0-4-0[4] la denominazione deriverebbe da mwnwCalvisius (o Calvicius), un proprietario terriero appartenente alla mwoagens Calvisia. Da qui la denominazione che si sarebbe trasformata in mwogCalvisiano, mwowCalbictiano e infine mwpaCalvizzano.
Nel Seicento il notaio Marco Antonio Syrleto, primo storico locale, aveva formulato un'altra ipotesi etimologica per il toponimo: secondo lui questo sarebbe derivato dal fatto che nell'antichità, in seguito alle tante guerre e pestilenze, in questo luogo si sarebbero trovati molti sepolcri contenenti solamente i teschi, che vennero chiamati mwpgcalvi; quando le persone sane vennero in questo territorio per abitarvi, dall'unione dei mwpwCalvi ai mwqasani, sarebbe nato il nome mwqqCalvisano, dal volgo, in seguito, tradotto in mwqgCarvizzano e poi in mwqwCalvizzano.cite-ref-0-4-1[4]
Storia
Non esistono dati certi sulla sua fondazione. Il territorio conserva testimonianze archeologiche di mwuaepoca romana, come i resti di antiche ville romane, e mwuqosco-mwugsannita, con diverse tombe dell'epoca.
Raffaele Galiero, storico locale, in un libro del mwva1936cite-ref-3-5-0[5], ritiene che il primo nucleo di Calvizzano si sia formato nei pressi di una deviazione dell'antica mwwqvia Consolare Campana che arrivava alla città di mwwgNapoli.
A causa della sua collocazione nell'agro napoletano, il paese subì in mwxaepoca altomedievale il riflesso delle travagliate vicende del mwxqDucato di Napoli. Divenne casale solo nel mwxg1269. Fu mwxwfeudo dei mwyaCaracciolo di Napoli per quasi tutto il Quattrocento.cite-ref-6[6] Nel mwzq1495 passò a Francesco D'Allegro, mwzggran siniscalco del mwzwRegno di Sicilia. Dal mwaa1497 al mwaq1504 fu governato da mwagAntonio de Raho, mwawuditore e consigliere di mwbaFerrante d'Aragona il quale lo nominò signore a vita di Calvizzano. Il 1º ottobre mwbq1669 Francesco Carnero, consigliere collaterale dello stato di guerra e mwbgmaestro di campo della fanteria, acquistò il casale divenendone mwbwbarone. Nel mwca1681 la baronessa Margherita Carnero, quartogenita di don Francesco Carnero, sposò, con mwcqdispensa papale, suo cugino il duca Diego di Pescara e portò in mwcgdote il casale di Calvizzano, facendo divenire il marito duca di Calvizzano.cite-ref-7[7]Nel mwdw1799 mweaFrancesco Caracciolo, ammiraglio della mweqReal Marina del Regno di Napoli che combatté contro la flotta reale e la restaurazione del potere dei mwegBorbone a Napoli durante la mwewRivoluzione napoletana, a seguito della repressione della Repubblica si rifugiò a Calvizzano, un tempo feudo della famiglia; dove però fu scoperto a causa del tradimento da parte di un servo e, il mwfa29 giugno 1799, fu arrestato e condotto sulla nave dell'mwfqammiraglio Nelson, il mwfgFoudroyant, per essere sottoposto ad un processo sommario e venire poi condannato a morte per impiccagione.
Nel mwga1806 il duca Giuseppe Maria Pescara perse il feudo a seguito della riforma amministrativa antifeudale operata sotto il mwgqregno napoletano di mwggGiuseppe Bonaparte; lmwgw'mwhamwhqUniversitas Calvizzani, antico retaggio del governo feudale, fu abolita per far spazio alla nascente mwhgamministrazione comunale.cite-ref-8[8] In seguito Calvizzano seguirà le sorti dapprima del mwiwRegno delle Due Sicilie e poi dell'mwjaItalia.
Il 19 ottobre mwjg1865, per mwjwregio decreto del mwkare Vittorio Emanuele II, a causa del numero esiguo degli aventi diritto al voto per la mwkqlegge elettorale del tempo, viene accorpata la sezione elettorale di Calvizzano a quella di mwkgMarano.cite-ref-9[9] Il 16 marzo mwlw1884, per regio decreto del mwmare Umberto I, il comune di Calvizzano è stato reistituito come mwmqsezione elettorale autonoma.cite-ref-10[10]
Simboli
Stemma
Come da decreto di riconoscimento del capo del governo del 9 maggio 1930cite-ref-11[11] trascritto nei registri della mwrqConsulta araldica del mwrg10 maggio mwrw1930, ha le seguenti caratteristiche:
«Di colore verde ed uno scudetto barocco d'argento, caricati di una testa calva, rivolta di profilo al naturale.
»
Gonfalone
Il gonfalone del comune è un drappo mwvaa tre bande verticali, due di colore verde ai lati e quella centrale bianca su cui insiste uno scudo barocco intessuto d'azzurro e fili d'oro, al centro del quale, è raffigurata una testa calva al naturale, rivolta di profilo e sotto la scritta in oro Comune di Calvizzano.cite-ref-stat-12-1[12]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
La chiesa sorse nello stesso luogo dove sorgeva l'antica chiesetta di Santa Maria Annunziata. Essendo questo edificio piccolo e non rispondendo più alle esigenze dei fedeli, nel 1550 l'arcivescovo autorizzò ad abbatterla e a costruire nello stesso luogo una nuova chiesa.
L'edificio fu benedetto nel 1596 e terminato nel 1608 (anche se per il completamento della mwzqsagrestia fu necessario aspettare fino al 1746).
Dal 1809 è sede della parrocchia di mwzwSan Giacomo Apostolo Maggiore, trasferitasi qui definitivamente in seguito all'abbandono e alla rovina della chiesa di San Giacomo.cite-ref-8-13-0[13]
Il 15 febbraio mw1q2015 è stato inaugurato il museo parrocchiale intitolato a Cristofaro Agliata, politico e storico locale.
Chiesa di San Pietro
La chiesa sorge a poco più di un km dal centro di Calvizzano e fu eretta prima del 1336, come ci testimonia un documento custodito nella mw3qBiblioteca apostolica vaticana. L'attuale chiesa risale al mw3g1656, anno della mw3wpeste che colpì anche Calvizzano: i fedeli avevano infatti lasciato l'abitato e si erano spostati in aperta campagna, dove chiesero al mw4asanto protezione dal morbo. Scampato il pericolo, con le loro offerte, i devoti ampliarono e abbellirono la vecchia chiesetta.
Chiesa dell'Assunta e di San Ciro Martire
La chiesa è posta di fronte la chiesa di Santa Maria delle Grazie, a costeggiare l'attuale Piazza mw6aUmberto I, ed è stata fatta erigere dalla Congrega dell'Assunta nel mw6q1701, per dotarsi di un luogo di culto personale dove svolgere i propri riti religiosi. È costituita da una sola navata, con l'abside in fondo al lungo locale.
Attualmente è in fase di abbandono: è stata utilizzata per riti religiosi solo in qualche occasione particolare; risultando in condizioni carenti. È tutelata dalla mw8qSoprintendenza ai Beni Culturali dal mw8g1997.cite-ref-15[15]
Chiesa di San Giacomo Apostolo maggiore
La chiesa, già citata in un documento del mw-g911, era sorta presso una monumentale tomba di epoca romana, relativa ad abitato forse situato poco lontano dall'attuale centro del paese. Fu la prima chiesa a mw-wNapoli e nel mwaqanapoletano, dedicata al santo, scelto come mwaqepatrono.
La "mwaqmecclesia Sancti Jacobi" fu elevata nel mwaqq1337 dall'mwaquarcivescovo di Napoli mwaqyGiovanni III Orsini ad mwaqcarcipretura, con giurisdizione su dieci parrocchie dei casali vicini mwaqgad montes (da mwaqkPiscinola a mwaqoPanicocoli, odierna mwaqsVillaricca);cite-ref-16[16] il suo clero, inoltre, interveniva incoronato di rose alla mwaramessa pontificale della prima domenica di maggio in onore di mwaresan Gennaro. La chiesa perse il titolo nel mwariCinquecento, per trasferirlo alla mwarmChiesa di Santa Maria delle Grazie a Capodimonte.
Il mwarsCardinale Fulco Luigi Ruffo-Scilla, in una visita pastorale del mwarw1819, descrisse la chiesa in questo modo:cite-ref-7-17-0[17]
«…questa Parrocchiale Chiesa è antichissima, né si ha memoria della sua fondazione. Vi è un solo altare di legno, ed una sepoltura in mezzo. Esiste una piccola campana, ed una basso con cameretta, sopra, per comodo di un eremita, che custodiva allora detta Chiesa, il tutto ad essa contigua. Ha per dote detta Parrocchia moggia ventiquattro di territorio, cioè, so di esse contigue a detta Chiesa Parrocchiale e le altre 14 in distretto ben anche di Calvizzano, nel luogo detto di Corigliano…è in potere del Parroco calice con Patena, un bastone con pomo d’argento posto nelle mani della statua del Santo Protettore, ed un Ostensorio d’argento dov’è riposto la reliquia di S.Giacomo, con altri arredi sacri…»
Chiesa di Santa Margherita
La chiesa sorge nei pressi del corso principale, all'interno dell'edificio di mwasq"Villa Fiorillo" (cioè il Palazzo Ducale). Secondo lo storico locale Raffaele Galiero, la sua costruzione risale a prima del mwasu1534. Secondo gli studi dello storico locale Luigi Trinchillo, era dotata di un solo altare, posto di fronte alla porta d'accesso, e di un coretto di legno, per i patroni dell'edificio. Presentava sull'altare un quadro devozionale, che ritraeva mwasySanta Margherita. Risulta in uso come luogo di culto fino almeno al mwasc1850, anno in cui vi fece visita il mwasgcardinale Riario Sforza. Attualmente è abbandonata.
Istituto del Sacro Cuore di Gesù
Tra le opere architettoniche religiose presenti nel territorio, vi è anche un edificio ex-mwassIPAB in zona mwaswRione Case Cavallo (oggi Via Ritiro), nato il 5 ottobre mwas01788 come orfanotrofio grazie all'interesse del mwas4duca Giovanni Battista Pescara e del reverendo don Paolo Sambuca di mwas8Atella. A partire dal mwataXIX secolo l'orfanotrofio prese il nome di mwateRitiro (da cui poi ha preso nome la toponomastica successivamente). Tra il mwati1818 e il mwatm1826 fu costruita, di fianco all'edificio, la chiesa dell'Addolorata e di mwatqSan Francesco Saverio.cite-ref-18[18]
Dal mwato1922 al mwats2019 l'istituto è stato gestito dalle benemerite mwatwsuore Catechiste del Sacro Cuore, la cui casa generalizia è a mwat0Casoria.
Dal mwat82020 l'edificio è in ristrutturazione; abolito l'istituto religioso, l'amministrazione straordinaria decise di indirizzare l'uso della struttura come "mwauaPolo della socialità e della Cultura"cite-ref-19[19], destinazione poi modificata dalla successiva amministrazione comunale, che ha aveva pianificato di insediarvi la sede della mwauucaserma dell'mwauyArma dei Carabinieri locale, presente dal mwauc2006 sul territorio in un locale provvisorio.cite-ref-20[20]
Altre Chiese
Nel paese sono presenti anche delle chiese minori, interne a palazzi signorili, un tempo al servizio delle famiglie borghesi e nobiliari proprietarie dei palazzi, e che sono ormai chiuse e abbandonate:
• mwavaChiesetta di Palazzo Carandante
• mwaviChiesetta di Palazzo Mirabelli
Architetture civili
Calvizzano, prima della moderna mwavuurbanizzazione, presentava diverse mwavymasserie, sia in aree vicine al Centro Storico (mwavcRione Case Cavallo e mwavgVia Commone), che in periferia (zona mwavkSan Pietro - Case Sparse).cite-ref-9-21-0[21] Sono un esempio la mwav4Masseria Fiorillo (oggi inglobata nel tessuto cittadino, nell'attuale viale Pietro Nenni,cite-ref-22[22] e di cui rimane solo l'arco d'ingresso), la mwawmMasseria Arcangelo-Petrusciano (dove furono trovati i resti di una mwawqnecropoli mwawuromana), la mwawyMasseria Corigliano (da cui prende nome l'omonima via che delimita il confine del paese con mwawcQualiano).cite-ref-9-21-1[21]cite-ref-2-23-0[23] La quasi totalità delle masserie è andata perduta a seguito della massiccia mwaxacementificazione; tuttavia qualche masseria ancora è presente ed è tutelata dai Beni Culturali.cite-ref-24[24]
Numerosa è la presenza, lungo la via storica del paese, di numerosi mwaxypalazzi signorili, che presentano mwaxccortili interni e mwaxggiardini; anche se la condizione di diversi di questi è carente.cite-ref-5-25-0[25] Si citano ad esempio mwax0Palazzo Revenaz (appartenente alla famiglia omonima, che ha dato anche un sindaco al paese), mwax4Palazzo Mirabelli (di proprietà della famiglia del mwax8Conte Mirabelli, a cui è dedicata la via del paese), mwayaPalazzo Carandante (che fu voluto dal primo sindaco post-mwayeunitario di mwayiMarano, Vincenzo Merolla, per darlo in dote alla figlia), mwaymPalazzo Ruggierocite-ref-26[26] (della famiglia del pilota di mwaygFormula 2 mwaykGiuseppe Ruggiero).
Il mwayspalazzo municipale venne costruito negli mwaywanni 60', e ultimato nel mway01972.cite-ref-27[27]
Monumento ai caduti
«Calvizzano consacrando la gloria immortale dei suoi figli migliori perennemente in questa preda bellica ne testimonia l'eroico ardire e la virtù romana.»
L'iscrizione è sormontata da una stella in mwaaubronzo, simbolo dell'Italia.cite-ref-29[29] Sugli altri lati sono poste le lapidi recanti i nomi dei caduti calvizzanesi della mwaaoprima guerra mondiale e successivamente aggiunti quelli del mwaassecondo conflitto.
All'interno dell'edicola è collocato un cannone sottratto agli mwaa0austriaci durante la loro ritirata nel novembre mwaa41918 e donato dal mwaa8maresciallo d'Italia mwabaArmando Diaz, quando era mwabeministro della guerra, al mwabipodestà, il conte Domenico Mirabelli, suo parente da parte della moglie, Sarah De Rosa Mirabelli.cite-ref-30[30]
Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale di Calvizzano fu fatto erigere nel mwabk1681 da Diego Pescara, duca di mwaboSaracena e di Calvizzano. Nel mwabs1841, da com'è indicato dalle targhe di marmo presenti sulla cornice del portone, il palazzo ha preso anche il nome di Villa Fiorillo. Oggigiorno il Palazzo Ducale è di proprietà di vari privati, e non è tutelato dalla mwabwSoprintendenza ai Beni Culturali. È erroneamente considerato il palazzo in cui fu catturato l'ammiraglio mwab0Francesco Caracciolo (la sua cattura avvenne in un palazzo di via Case Nuove, oggi via Carlo Levi, poco distante).cite-ref-31[31]
Palazzo San Liguoro
Il Palazzo San Liguoro (o Liguori) ha origini molto antiche:cite-ref-32[32] in un documento del 1021 del monastero di mwac0San Gregorio Armeno (detto anticamente anche mwac4Ligorio, e quindi in mwac8napoletano mwadaLiguoro) risultavano già delle proprietà terriere nel territorio di Calvizzano. L'ingresso del palazzo è definito da un grande mwadearco, detto appunto "Arco di San Liguoro", in cui è incastonata una mattonella in mwadimaiolica napoletana che raffigura l'immagine di mwadmSan Gregorio Armeno.
Oggi, dell'antica masseria è rimasto ben poco; ma originariamente era molto più grande: secondo gli storici locali Cristofaro Agliata e Peppe Barleri, oltre l'attuale arco che sorge su via mwaduConte Mirabelli (la antica via dell'Olmo o via San Jacono) ed abbracciava l'attuale fabbricato, vi era l'aia, il cortile, e si estendeva fino a ridosso dell'attuale piazza mwadyUmberto I. Inoltre, al palazzo-masseria erano annessi molti ettari di terreno per la coltivazione e l'allevamento.cite-ref-7-17-1[17]
A ridosso della piazza, di fianco a dove attualmente vi è la chiesa dell'Assunta, vi era anche una chiesetta dedicata a san Liguoro, prima proprietà del Monastero e risalente a ben prima dell'mwadwanno 1000. La cappella di San Liguoro fu aperta al culto fino al mwad01819, quando, ormai fatiscente, fu abbandonata. Parte del suo fabbricato è ancora presente nella proprietà, ma è stata demolita per costruire abitazioni.
I fabbricati d'età più antica, situati a nord, sono fatiscenti. Non avendo particolare interesse (non sono nemmeno vincolati dalla mwad8Sovrintendenza ai Beni Culturali), è nei piani dell'amministrazione comunale la loro demolizione per la costruzione di un'area mwaeaparcheggio per la viabilità locale (nei dintorni è presente anche la scuola elementare comunale).cite-ref-5-25-1[25]
Ville Comunali
Calvizzano presenta sul suo territorio due ville comunali. Una è nominata Villa Calvisia, in onore all'etimologia del Comune, inaugurata nel 2017 ed è utilizzata anche per gli eventi locali. L'altra villa comunale è denominata Villa Don Peppino Cerullo in memoria del parroco locale. È stata inaugurata nel 2005; dopo essere caduta in disuso, è stata ristrutturata a partire dal 2021. È stata inaugurata nel marzo 2023, ed è interamente dedicata alla storia della mwaecSSC Napoli.cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]
Siti archeologici
Nell'agosto 1922, in pieno centro cittadino (nei pressi dell'attuale via Vittorio Emanuele III, in un palazzo privato nominato Palazzo di Marino), furono ritrovati durante degli scavi di giardinaggio una tomba romana,cite-ref-35[35] composta da 10 pietre mwafstufacee e con all'interno un mwafwcorredo funerario. Dalla grandezza, risultava essere un sepolcro familiare, con delle ceneri di mwaf0cremazione. Il corredo era composto da un'mwaf4olla cineraria, degli mwaf8ariballi per unguenti, un'mwagaanfora e delle coppe per bere, tra cui alcune di dimensioni minuscole, forse accessori per bambole. La maggior parte del corredo è in tinta nera lucida, e due elementi presentavano delle raffigurazioni muliebri, in tinta rossa (due teste con un nastro ornato che gli cinge capelli e ornamenti vari). Un vaso, simile a una padella piccola, in tinta nera lucida, presenta sul fondo la raffigurazione di una testa femminile (forse una delle tre mwageGorgoni). Dal rito funebre e dallo stile del corredo, che pare d'imitazione greca (fattibile, essendovi nelle vicinanze il villaggio di mwagiCuma), la loro datazione fu indicata nell'mwagmetà primo-repubblicana del periodo antico romano.cite-ref-7-17-2[17]cite-ref-36[36]cite-ref-11-37-0[37] Questi resti oggi sono nel deposito del mwahaMuseo archeologico nazionale di Napoli, dopo essere stati scoperti nel 1990 nella casa del defunto don Raffaele Galiero, che diede in eredità alla sua perpetua.cite-ref-38[38]cite-ref-39[39]
Nel mwaho1934 furono rinvenuti i resti di una mwahsnecropoli risalenti al mwahwII-mwah0III Secolo d.C. in località San Pietro, che furono recuperati e conservati dallo storico locale Raffaele Galiero.cite-ref-40[40] Altri ritrovamenti, nella stessa zona, avvennero nel 1960.cite-ref-8-13-3[13] Nel 1990 questi reperti furono trovati assieme a quelli poco sopra descritti; la Soprintendenza lì prese in custodia e li conservò nel mwaiyCastello di Baia.cite-ref-7-17-3[17]cite-ref-41[41] L'area è sottoposta a vincolo archeologico.cite-ref-2-23-1[23] Altre tombe romane sono state ritrovate anche lungo la vicina via Santa Maria a Cubito.
Secondo lo storico locale Marco Antonio Syrleto, nei pressi della Chiesa di San Giacomo Maggiore vi era un sepolcro attribuito al mwajqcenturione mwajuGaio Nummio, facente parte della "terza mwajycoorte pretoria e decima mwajcurbana", secondo le iscrizioni sulla lapide, e distrutto dai mwajgtombaroli nel mwajk1623.
Nel 1983, nell'area sottostante l'ex chiesa di San Giacomo Apostolo maggiore, andata in rovina e demolita, furono ritrovati resti archeologici di una mwakavilla romana, risalente al I secolo d.C. Tuttavia, per mancanza di fondi, la mwakiSoprintendenza ai beni archeologici si vide costretta a ricoprire il tutto. La nascita di un'area di interesse archeologico è oggetto di discussione politica da anni, con interesse anche da parte della mwakmdiocesi, che detiene la proprietà del terreno in cui sono stati trovati i resti (essendo l'area su cui insisteva la chiesa, di origine protocristiana).cite-ref-5-25-2[25]
Questa incisione, tradotta dallo storico locale Raffaele Galiero, recita così:
«…Augustale Dupliciario. A sé, ai suoi, e ai posteri, questi luoghi che costruì a sue spese. Se da alcuno in qualunque modo sarà alienato qualche cosa, questi sia condannato. Per colui che compra ci sia la stessa pena.»
Secondo Galiero l'mwalaepigrafe sarebbe stata fatta fare da un certo militare che si chiamava mwaleAugustale Dupliciario. Secondo un altro storico locale, Peppe Barleri, invece il nome doveva trovarsi nel rigo sovrastante (ormai perduto) e mwaliAugustalis Dupliciarus sarebbero le qualifiche del soldato soggetto dell'incisione. Il termine mwalmDulpiciarius, infatti, indica un soldato a cui spetta una doppia razione di cibo; mentre mwalqAugustalis indicherebbe un membro delle milizie di mwaluAugusto.cite-ref-42[42]
Fino agli mwal8anni 80' del XX secolo, era presente nella stessa via, un blocco uguale, delle stesse dimensioni, usato come panchina dagli abitanti del posto. Il blocco sparì a seguito della ripavimentazione della via.
Nel mwame2011, nella frazione di San Pietro, sono stati ritrovati, a seguito degli scavi fognari, reperti archeologici di origine romana e anche un tracciato di origine romana, prova della deviazione della mwamivia antica Consolare Campana, deviazione che da Quarto di Marano (oggi mwammQuarto Flegreo) si diramava per la collina di San Rocco di mwamqMarano e, passando per la frazione di San Pietro e l'attuale sede della via principale di Calvizzano, giungeva fino a Napoli (seguendo il percorso dell'attuale mwamuVia Santa Maria a Cubito). Questi reperti, tuttavia, non sono stati riportati alla luce.cite-ref-6-43-0[43]
Nel mwams2023, contemporaneamente alla scoperta nella vicina mwamwGiugliano in Campania di una tomba del mwam0periodo alessandrino, è stata scoperta durante i lavori di scavo per l'acquedotto una necropoli del mwam4IV secolo a.C. ascrivibile alla popolazione mwam8osco-mwanasannita, oltre ad altri resti della deviazione della via antica Consolare Campana.cite-ref-44[44]cite-ref-45[45] Questa necropoli conferma la presenza in epoca pre-romana di insediamenti in zona, e il ritrovamento di tombe osco-sannite si estende fino a di mwankQualiano, nella zona contigua alla frazione di San Pietro.cite-ref-46[46] Altri resti archeologici di epoca osco-sannita sono stati ritrovati nel mwan42004 nei pressi dei resti della chiesa di San Giacomo Apostolo (i resti di un'antica strada)cite-ref-47[47]; e come testimoniato dallo storico locale Raffaele Galiero questi reperti osco-sanniti si trovavano anche nell'attuale centro del paese, nei pressi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.cite-ref-11-37-1[37]
Nel 2024, nei pressi di via Galiero, anche nei pressi del cantiere di costruzione dell'mwaogasilo nido comunale, sono stati ritrovate le tracce di un battuto di epoca romana risalente al mwaokII secolo d.C.cite-ref-48[48]; e nei pressi dell'Alveo dei Camaldoli è stata rinvenuta una mwao4villa rustica di mwao8epoca imperiale.cite-ref-49[49]
Nella frazione di San Pietro, nell'area sottostante la collina di San Rocco di Marano (che costeggia) e dell'mwapuAlveo dei Camaldolicite-ref-50[50] (detto anche mwapoVallone del Carmine), è presente una mwapsmasseria di origine romana (oggi in rovina), chiamata mwapwMasseria Chiavettieri, e resti del tracciato viario romano nell'alveo; nonché un mwap0ponte di origine mwap4borbonica.cite-ref-6-43-1[43]
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2023 i cittadini stranieri residenti a Calvizzano erano 654, corrispondenti al 5,28% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:cite-ref-52[52]
1. mwariUcraina 126 1,01%
2. mwarqGhana 90 0,72%
3. mwaryNigeria 69 0,55%
4. mwargSenegal 34 0,27%
5. mwaroGambia 32 0,26%
6. mwarwCosta d'Avorio 25 0,20%
7. mwar4Romania 25 0,20%
8. mwasaMali 20 0,16%
Tradizioni e folclore
Il culto del "mwasgapostolo Jacovo" a Calvizzano risale a prima dell'anno 1000: già nel mwaso911 in alcuni documenti si fa riferimento ad un pezzo di terra di mwassSancti Jacovi in Calbictianum.cite-ref-53[53]
Il 25 luglio ricorre la festa del santo: anticamente era detta la "Festa del tomolo di sancti Jacovo", in quanto i contadini del luogo per ringraziare il santo per il raccolto, erano soliti donare un mwatetomolo di grano ai poveri, che si recavano a piedi da Napoli in pellegrinaggio presso l'antica chiesa di Calvizzano. Secondo l'antico mwatimwatmCalendario marmoreo di Napoli, la festa di San Giacomo era festeggiata il 25 maggio; il cambio di data avvenne solo successivamente al mwatqConcilio di Trento.
Cultura
Istruzione
La biblioteca comunale è stata istituita nel mwaui1987, dedicata alla memoria dello storico locale Giacomo Di Maria, ed è situata in largo mwaumCaracciolo,cite-ref-56[56] al piano terra del Municipio.
Nel territorio comunale sono presenti una mwaukscuola elementare, inaugurata il 31 maggio mwauo1934cite-ref-8-13-4[13]cite-ref-57[N 1] e nominata ad mwavmArmando Diaz (situata nella via omonima), e una mwavqscuola media, nominata a mwavuMarco Polo, presente dal mwavy1962 e la cui sede attuale è stata inaugurata nel mwavc1993.cite-ref-58[57]
Nel mwav02021 l'amministrazione comunale ha iniziato l'iter burocratico per la costruzione e l'apertura di un mwav4asilo nido comunale,cite-ref-59[58] già presente sul territorio in un'area provvisoria della Scuola media locale.
Sul territorio comunale insistono anche alcune scuole materne e asili nido mwawqparitari. Fino al mwawu2017, le Suore Catechiste del Sacro Cuore di Gesù gestivano, nell'istituto ex-mwawyIPAB, una scuola primaria e dell'infanzia paritaria, chiamata "Madonna del Buon Consiglio", e dedicata a mwawcsanta suor Giulia Salzano.
Eventi
Dal 2022cite-ref-63[62], si svolge a Calvizzano un mwax8festival canoro dedicato a cantanti under 35, chiamato mwayaCalvizzano Festival d'Autore.cite-ref-67[66]
Geografia antropica
Frazione di San Pietro
Calvizzano presenta solo una frazione ulteriore al centro cittadino, denominata San Pietro-mwaygCase Sparse, zona prettamente agricola e con scarsa e disordinata presenza abitativa. Nella frazione è presente il centro di raccolta rifiuti cittadino, inaugurato negli mwaykanni 2010. La zona di San Pietro-Case Sparse è l'area in cui passava, ai tempi degli antichi romani, la deviazione della mwayovia Antica Consolare Campana, che da mwaysQuarto si dirigeva verso mwaywMarano di Napoli (frazione di San Rocco), scendeva per l'appunto a Calvizzano e raggiungeva mway0Napoli seguendo un percorso simile alla mway4via Santa Maria a Cubito. Sul tracciato di questa via romana, si è sviluppato il corso principale di Calvizzano.cite-ref-3-5-1[5] Secondo lo storico locale Luigi Trinchillo, il nome della frazione deriva proprio dalla memoria storica del passaggio dell'mwazmapostolo Pietro lungo la Via Consolare Campana; motivo per cui vi fu dedicata anche la chiesa presente in zona.
Urbanistica
Calvizzano è dotata anche di un'area mwazyPEEP, progettata negli mwazcanni '70 seguendo la mwazgLegge 167/1962. L'area, tuttavia, è stata destinata soprattutto a edilizia privata, ed è infatti conosciuta anche come "Zona Cooperative".cite-ref-68[67]
Lo sviluppo urbanistico di Calvizzano in epoca contemporanea ha avuto una crescita intensa e disordinata specialmente nell'area mwaz4del Lagno (ovvero nei pressi dell'Alveo dei mwaz8Camaldoli tra mwa0aMugnano e mwa0eVillaricca) e in mwa0ivia Commone (l'attuale via mwa0mEduardo De Filippo), aree terriere a ridosso del centro storico, oltre che nell'area di San Pietro-Case Sparse al confine col comune di mwa0qQualiano (zona Masseria Corigliano).cite-ref-69[68]
Economia
Il paese è prettamente a vocazione mwa08agricola, con qualche insediamento di tipo mwa1aindustriale-manifatturiero nel territorio comunale, senza presentare tuttavia un'area industriale definita.cite-ref-5-25-3[25]
Nel territorio comunale è presente un centro di smistamento postale delle mwa1yPoste Italiane e il mwa1ccalzaturificio del marchio mwa1gMelluso.
Le prime realtà imprenditoriali del paese riguardarono soprattutto la produzione di mwa1opaste e mwa1sbiscotti: la prima fabbrica del paese fu il Biscottificio Castaldi, fondato nel mwa1w1890 dal Cavaliere Umberto Castaldi (che fu anche sindaco e poi podestà).cite-ref-3-5-2[5]cite-ref-70[69] Nel mwa2uXX secolo, il paese raggiunse fama regionale e nazionale grazie a un mwa2yopificio, il Biscottificio Gagliardi, divenuto noto per la produzione di biscotti al cioccolato.cite-ref-71[70] Fondato nel mwa2s1912, l'opificio ha chiuso nel mwa2w1991.cite-ref-72[71] Nonostante fosse un paese dell'entroterra, inoltre, nel XX secolo si diffuse tra i mestieri cittadini quello del mwa3epescatore di mwa3itelline, oggi non più presente.
Le attività commerciali si sono sviluppate principalmente lungo la via mwa3qConte Mirabelli, via storica principale del paese, e lungo le strade di confine del paese cioè corso Italia (che collega Calvizzano con mwa3uMarano e mwa3yVillaricca) e viale della Resistenza (ovvero la sezione comunale della mwa3cvia Santa Maria a Cubito).
Infrastrutture e trasporti
Il comune non ha infrastrutture di grande rilievo sul proprio territorio.
Nell'ottica del mwa3ssistema integrato dei trasporti, il trasporto pubblico urbano è affidato alle compagnie mwa3wANM e mwa30EAV (ex mwa34CTP), che attraverso varie linee conducono alla mwa38Linea 1 della mwa4aMetropolitana di Napoli.
La viabilità interna si basa principalmente su strade comunali, mentre quella a lunga percorrenza come autostrade e superstrade è raggiungibile tramite la mwa4iCircumvallazione Esterna di Napoli, accessibile nel limitrofo comune di mwa4mVillaricca. Il comune è attraversato dalla storica mwa4qvia Santa Maria a Cubito, il cui tratto a Calvizzano è rinominato "viale della Resistenza".
La costruzione mwa4yex novo del parcheggio di via Galiero e il rifacimento di quello di via Ritiro ha ridotto in parte i problemi che affliggono il corso principale (via Conte Mirabelli) in seguito al rinnovamento del 2007, in primis relativi alle aree di sosta e al traffico; permangono tuttavia criticità nella viabilità locale, a causa degli elevati flussi di traffico.cite-ref-5-25-4[25]
Ferrovie e Tranvie
Non sono più presenti linee di trasporto su ferro attive sul territorio comunale. A Calvizzano transitava la linea tranviaria Napoli-Giugliano, facente parte delle cosiddette mwa5utranvie di Capodimonte, inaugurata nel mwa5y1900, incorporata nella mwa5crete urbana di Napoli e soppressa nel mwa5g1960; inoltre era vicina alla mwa5kstazione di Mugnano-Calvizzanocite-ref-73[72] della mwa54ferrovia Alifana Bassa in servizio fino al mwa581976.
Progetti ferroviari
Era in via di progettazione nel corso degli mwa6manni 2000 una mwa6qmetropolitana leggera, denominata "MicroMetrò", il cui percorso si sarebbe dovuto sviluppare da mwa6uVillaricca, passando per mwa6yMugnano, Calvizzano, mwa6cMarano e terminando alla fermata di mwa6gPiscinola della mwa6kLinea 1 della metropolitana di Napoli. Tuttavia, i fondi già stanziati per il MicroMetrò furono spostati per terminare il prolungamento della Linea 1 fino alla stazione di mwa6oGaribaldi.
Nel dicembre mwa6w2022 venne approvato dalla Città Metropolitana di Napoli il nuovo mwa60Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, prevedeva la costruzione di un collegamento, in bus, mwa64BRT o mwa68tramvia a sede riservata, detta mwa7aGronda Ovest, che dalla mwa7estazione di Chiaiano della mwa7iLinea 1 dovrebbe passare per i comuni di mwa7mMugnano di Napoli, mwa7qMarano di Napoli, Calvizzano, mwa7uVillaricca, mwa7yQualiano e mwa7cGiugliano in Campania, fino alla mwa7gstazione di Licola della mwa7kCircumflegrea. Nello stesso PUMS è presente una ulteriore opera, detta mwa7oGronda Est, che dovrebbe collegare la stazione mwa7sGiugliano della mwa7wLinea Arcobaleno con l'mwa70Agro nolano; contestualmente a quest'opera è in progetto anche un "baffo di collegamento" tra mwa74Gronda Ovest e mwa78Gronda Est che parte proprio nel territorio del comune di Calvizzano.cite-ref-74[73]
Il 28 gennaio mwa8u2025 è stato presentato il piano del mwa8yComune e della mwa8cCittà metropolitana di Napoli per il potenziamento del trasporto rapido di massa, e tra i progetti presentati da far finanziare al mwa8gMinistero dei Trasporti è stato riproposto il progetto "Gronda Ovest" come mwa8kmonorotaia sopraelevata che da mwa8oScampia segue il tragitto della mwa8sCircumvallazione Esterna di Napoli e collega direttamente Mugnano di Napoli, Villaricca, Giugliano in Campania e Qualiano e indirettamente mwa8wMelito di Napoli, Marano di Napoli e Calvizzano.cite-ref-75[74]
Amministrazione
La tabella sottostante riporta la cronotassi dei mwa9ssindaci del comune eletti direttamente dai cittadini.
Elezione diretta del sindaco (dal 1993)
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 7 giugno 1993 | 28 aprile 1997 | Giuseppe Salatiello | DC | Sindaco | [ 76 ] |
| 28 aprile 1997 | 14 maggio 2001 | Giuseppe Salatiello | Lista civica "Polo per Calvizzano" ( CDX ) | Sindaco | [ 76 ] [ 77 ] |
| 14 maggio 2001 | 24 febbraio 2003 | Mario Morra | Lista civica "Insieme per cambiare" ( Centro ) | Sindaco | [ 76 ] [ 77 ] Figlio di Gaetano Morra. Dimissione della maggioranza dei consiglieri comunali [ 78 ] |
| 24 febbraio 2003 | 27 maggio 2003 | Maria Elena Stasi | - | Commissario straordinario | [ 79 ] |
| 27 maggio 2003 | 15 aprile 2008 | Giacomo Pirozzi | Lista civica "Pirozzi per Calvizzano" ( UdC ) | Sindaco | [ 76 ] [ 77 ] |
| 15 aprile 2008 | 30 ottobre 2012 | Giuseppe Granata | Lista civica "Calvizzano Democratica" ( PD ) | Sindaco | [ 76 ] [ 80 ] Dimissione della maggioranza dei consiglieri comunali [ 81 ] |
| 30 ottobre 2012 | 23 novembre 2012 | Ornella Vosa | - | Commissario prefettizio | [ 76 ] |
| 23 novembre 2012 | 28 maggio 2013 | Ornella Vosa | - | Commissario straordinario | [ 76 ] |
| 28 maggio 2013 | 26 luglio 2017 | Giuseppe Salatiello | Lista civica "Per Calvizzano" ( CDX ) | Sindaco | Deceduto in carica [ 82 ] |
| 26 luglio 2017 | 17 aprile 2018 | Lorenzo Grasso | Lista civica "Per Calvizzano" ( CDX ) | Sindaco facente funzioni | Scioglimento del consiglio comunale [ 83 ] [ 84 ] |
| 17 aprile 2018 | 21 settembre 2020 | Luca Rotondi [ 86 ] , Gerardo Quaranta, Francesco Prencipe | - | Commissari straordinari | [ 76 ] |
| 21 settembre 2020 | 6 febbraio 2026 | Giacomo Pirozzi | Lista civica "Calvizzano riparte" ( FI ) | Sindaco | [ 76 ] Dimissione della maggioranza dei consiglieri comunali [ 87 ] |
| 6 febbraio 2026 | in carica | Giovanni Lucchese | - | Commissario prefettizio | [ 76 ] [ 88 ] |
Sport
La squadra di basket locale, la società A.S.D. Audax Gaudianum Calvizzano, milita nel campionato di mwbeyPromozione.cite-ref-90[89] La squadra di mwbespallavolo è la A.S. Calvizzano Volley.cite-ref-91[90]
La principale squadra di calcio maschile del paese, l'A.S.D. Atletico Calvizzanocite-ref-1-92-0[91], disputa campionati dilettantistici. Nella stagione 2025-2026 l'A.S.D. Atletico Calvizzano gareggia nel campionato di mwbfuSeconda Categoria girone B.
È presente anche la A.S. Calvizzano 1965, che ha militato negli mwbfcanni settanta nella categoria mwbfgPromozione.cite-ref-1-92-1[91]
Impianti sportivi
• È presente sin dagli mwbgaanni sessanta un mwbgecampo sportivo, il mwbgiCampo Italia.
• È presente un mwbgqpalazzetto sportivo, il mwbguPalaraffaella, inaugurato nel mwbgy2016 e dedicato alla pattinatrice locale Raffaella Paolone.cite-ref-93[92]
Note
Annotazioni
Fonti
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cite-note-2828. ↑ Erano presenti all'inaugurazione il conte Domenico Mirabelli, podestà di Calvizzano, il cardinale mwbwsAlessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli, mwbwwUmberto di Savoia, allora mwbw0principe di Piemonte, il parroco don Antonio Di Sabato e l'avvocato Raffaele Stalj, presidente dei Combattenti di Napoli, che pronunziò il discorso ufficiale.
cite-note-2929. ↑ Originariamente vi era un mwbxefascio littorio sempre in bronzo, successivamente sostituito con l'avvento della Repubblica.
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Voci correlate
• mwb6oSindaci di Calvizzano
• mwb64Chiesa di San Pietro
• mwb7qTramvie di Capodimonte
• mwb7yAgro giuglianese
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.calvizzano.na.it.
• citerefsapere-itCalvizzano, su sapere.it, De Agostini.